Pet therapy bambini

CRONACHE DAL BRANCO #11- cani e bambini

Abbastanza spesso, in Tv, sui telegiornali o nei vari social, veniamo a sapere di cani che aggrediscono esseri umani, spesso bambini. Il commento degli interessati (genitori, parenti, vicini di casa) di solito recita: "non ce lo saremmo mai aspettato; il cane è impazzito all'improvviso".

Ebbene, i cani non impazziscono all'improvviso, o quantomeno è molto raro. Piuttosto si vedono spesso video di bambini che tirano le orecchie al cane, gli levano l'osso dalla bocca, gli salgono in groppa. Sono tutti atteggiamenti sbagliati, chi sa leggere il comportamento del cane vede immediatamente il malessere del nostro amico quadrupede.


Alcuni cani esprimono disagio leccando la faccia del bambino (no, non sono bacini) altri mettendosi a pancia in su (no, non chiede i grattini), altri ancora possono ringhiare o persino mordere per allontanare la fonte di disturbo, con conseguenze terribili per il piccolo.


La responsabilità di tutto ciò, non può essere data ne al bambino ne al cane, mi pare ovvio. Sono i genitori, nel loro ruolo di educatori a dover insegnare al bambino come approcciare il cane. I cani necessitano di rispetto dei loro spazi, non vanno disturbati durante il sonno, non bisogna tirare coda e orecchie, mai sottrargli cibo e giochi, insomma: non sono dei peluche.


Un buon centro di educazione, dove si dedichi moltissimo spazio alla conoscenza del linguaggio e alla psicologia canina, può aiutare chiunque a creare un ottimo rapporto, fondato sul rispetto del cane e delle sue esigenze e, apprese queste nozioni, potremo aiutare i figli a interagire nel modo più corretto con il loro amico a quattro zampe.


Se si decide di prendere un cane e si hanno dei bambini, sarà importante educare i bambini ad un corretto rapporto con il cane, a volte chi viene al The Dog Island si stupisce perchè nelle prime lezioni chiediamo la presenza di tutta la famiglia, bambini compresi. Dedichiamo le prime lezioni proprio a loro, aiutandoli a conoscere meglio il cane ed educandoli ai giusti comportamenti.


Riteniamo che insegnare il rispetto di un altro essere vivente, così simile, ma allo stesso tempo così diverso da noi sia tanto importante per il cane quanto per il bambino e il suo sviluppo.


Tratto dal libro "Vita di branco" di Giovanni Mascena

Educare il cane

CRONACHE DAL BRANCO #10- educare il cane? Sì, ma anche l'umano

Lo abbiamo già detto in altri articoli, al The Dog Island di Leinì, ci preme educare il padrone alla corretta gestione del cane. Gli esercizi di obbedienza, sono utili funzionali e divertenti, ma da soli non servono a nulla, in primis è necessaria una corretta gestione del cane.

Giovanni, racconta, nel suo libro "Vita di Branco", di come in certi casi egli si proponesse di tenere a casa il cane dei clienti per un po', per insegnargli regole e limiti, dandogli comunque il giusto spazio per esprimersi.

In poco tempo il cane migliorava, Giovanni doveva semplicemente comportarsi come si comporta con tutti gli altri membri del branco e i risultati erano entusiasmanti. Poi però tornato a casa, bastavano poche settimane perchè il cane tornasse a dare gli stessi problemi di prima.

Perchè?

Perchè il cane ha bisogno di equilibrio all'interno del branco in cui vive. Non è una sveglia che posso riparare e restituire al proprietario come nuova. L'educazione del cane è un percorso che parte dal proprietario del cane. Se parliamo di recupero di problemi comportamentali, se vogliamo far superare al cane certe ansie, certe paure, bisogna intraprendere un percorso, affidarsi e avere fiducia nel metodo che viene insegnato.

Oltre ad una sana dose di "voglia di fare" perchè le lezioni sono una volta a settimana, ma il lavoro vero si svolge negli altri sei giorni, in cui cane e umano fanno gli esercizi, escono, giocano (in realtà, sembra faticoso solo all'inizio, ma dopo due o tre volte non potrete più farne a meno!).Insomma, lo sappiamo che è un percorso complesso, ci siamo passati tutti, ma nel momento in cui decidiamo di condividere la nostra vita con un cane, prendiamo anche delle responsabilità nei suoi confronti. Amare vuol dire in anzi tutto comprendere, amare il nostro cane significa comprendere (con l'aiuto di personale competente) di cosa ha bisogno il nostro amico e soddisfare tutte queste sue esigenze.

Insomma, la scuola la si fa insieme: cane e proprietario.

Tratto dal libro "Vita di branco" di Giovanni Mascena

Educare il cane

CRONACHE DAL BRANCO #09- obbedienza e divertimento

Dog dance, agility, obedience, rally-O: sono tutte discipline che richiedono un grande impegno e preparazione, duro allenamento per insegnare al cane determinati esercizi.

Ma perchè ci piace farlo? Semplice, perchè ci divertiamo, e soprattutto il cane si diverte a lavorare con noi. Eh sì, mettiamocelo bene in testa, al cane piace lavorare, piace fare delle attività assieme al suo padrone, ogni razza preferisce cose diverse a seconda delle sue doti, ma in definitiva un cane, per esser felice, deve STANCARSI!!!

Dai tempi in cui eravamo semplici cacciatori-raccoglitori, dai tempi in cui abbiamo iniziato a collaborare con il lupo trasformandolo piano piano in cane, abbiamo selezionato i membri più docili e collaborativi. Proprio perchè potessero cooperare con noi e gli piacesse farlo.

Se osserviamo un cane cimentarsi in un qualche tipo di sport o di lavoro, potremmo rimanere strabiliati dalle sue capacità, ma sopratutto, noteremmo qualcosa in più, osservando il rapporto uomo-animale. C'è, infatti, un palese desiderio di collaborare, al cane piace avere un ruolo, una funzione, essere utile all'interno del suo gruppo. Sopratutto se ciò avviene: senza pressioni, senza punizioni e se anche l'umano lavora gioiosamente.

Il cane, lo abbiamo ripetuto più volte, è un animale sociale. Lo è per necessità, proprio perchè discende dal lupo e il lupo sopravvive solo all'interno del suo branco.

Basta osservare i lupi che cacciano, ogni membro ha un ruolo, dalla scelta della preda, all'inseguimento, fino all'abbattimento e al consumo. Una stretta collaborazione, un gruppo che agisce come un solo individuo, in cui ognuno conosce il proprio ruolo e si impegna per il bene del branco.

E se osserviamo un border che pasce le pecore, notiamo gli stessi comportamenti del lupo che caccia. Il cane cautamente si avvicina, gambe un po' piegate, sguardo attento e fisso...

Questi sono comportamenti quasi istintivi, ma la vera intelligenza e la mente di questo cane si notano nella sua capacità di cogliere i segnali del proprio padrone, ed eseguire i comandi. Il padrone è la sua guida, e comunica cosa fare, e il border non aspetta altro che seguire gli ordini, perchè è nel lavoro e nel rapporto col padrone che egli si realizza.

Per questo, è principalmente per questo che si lavora con il cane, perchè è il modo migliore per creare un grande rapporto e farlo felice (che poi, se il nostro cane è felice, lo siamo anche noi!!!).

Cane e Lupo

CRONACHE DAL BRANCO #08- Cane cuore di lupo

Abbiamo già parlato delle gerarchie tra lupi e cani di famiglia; ma ci preme oggi tornare sulla questione, che è di fondamentale importanza, fondamentale, perchè ne va del benessere del nostro cane.

Il cane vuole vivere in un ambiente in cui vi è una gerarchia ben precisa, e ha la necessità di occupare il gradino più basso di tutti i membri umani della famiglia.

E oggi vogliamo chiarire il perché le gerarchie sono così importanti.

Il cane deriva dal lupo, da quei lupi meno abili, che per sopravvivere, invece di cacciare, si avvicinavano agli insediamenti umani per cibarsi degli avanzi; da li poi l'uomo ha scelto quelli più docili e più inclini a sottomettersi all'uomo per poterci lavorare assieme.

Per questo il cane ha bisogno di affidarsi a qualcuno, di una figura forte da seguire.

E questa figura importante dobbiamo essere noi, non con la forza, non con la durezza ma semplicemente con fermezza e coerenza.

Il cane che non ha ben chiaro chi è che comanda entra in crisi. Perché in natura, senza un buon leader, il branco è destinato a morire e il cane ne soffre.

Le piccole concessioni come letto, divano, bocconi dalla tavola, non sono gentilezze, agli occhi del cane ma sintomo di debolezza e insicurezza ci rendono scarsi; ciò procura stress al nostro amico.

Alcuni cani possono persino di surclassarci ricoprendo essi stesso il ruolo di capobranco. Immaginate di dare le redini della famiglia ad un bambino di 3/4 anni... sarebbe impensabile. Il cane entra in crisi.

Così come un bambino o un ragazzo hanno bisogno di alcune figure di riferimento per poter crescere sicure e forti, anche il nostro cane ha bisogno di qualcuno che lo guidi. Ma il cane continuerà ad averne bisogno per tutta la vita; proprio perchè lo abbiamo selezionato per essere così ed aver bisogno di noi.

Amare significa anche comprendere, e dobbiamo comprendere che il nostro cane ha delle esigenze e tra queste c'è quella di essere collocato in un gradino molto basso di una piramide gerarchica ben strutturata.

Con la coerenza è possibile avere un cane tranquillo e sicuro, senza doverlo sgridare, creare chiusure o fare pressioni.

Ė il mondo di più sano di vivere con il cane, che ci consentirà di trarre il massimo dal rapporto, senza stress per il padrone per il l’animale.

Per questo in un un buon corso base, oltre a curare gli esercizi come seduto terra fermo, crediamo, sia importante insegnare ai padroni come gestire il cane in modo più rilassato possibile e imparare quelle regole che ci permetteranno di assumere un ruolo importante nella gerarchia senza usare la forza o imporsi in maniera brusca sul cane.

Socializzazione del cane

CRONACHE DAL BRANCO, L’IMPORTANZA DELLA SOCIALIZZAZIONE AMBIENTALE

Abbiamo già parlato in precedenza dell’importanza della socializzazione; e posso già preannunciare che ci torneremo in seguito, perché è un argomento fondamentale e che a noi del The Dog Island preme far comprendere.

Un cane ben socializzato, in grado di comunicare con altri cani, e che conosce le regole del branco, sarà in grado di passare del tempo con suoi consimili, giocare e socializzare senza ansie o problemi di alcun tipo. Ma c’è un altro tipo di socializzazione altrettanto importante: quella ambientale.

Ovvero, portare il cane a conoscere posti sempre nuovi e diversi e gradualmente, sempre più caotici. In modo da non trovarsi in una situazione di disagio in futuro. Crediamo molto nel potere della socializzazione, perché anche se non cambia il carattere del cane, può aiutare i soggetti più sensibili a vivere meglio certe situazioni, che potrebbero creare un ansia eccessiva.

Il cane equilibrato, è un cane che fa molta attività con il padrone, che socializza con cani, persone e ambienti sempre differenti; che vive la quotidianità del suo leader accompagnandolo il più possibile nella vita di tutti i giorni.

Infatti, tra i cani più equilibrati che possiamo vedere nelle nostre città, ci sono quelli dei senzatetto e dei Punkabbestia, che viaggiano in centro città, senza guinzaglio e qualsiasi cosa succeda, biciclette che corrono, cani che abbaiano, ambulanze che passano; rimangono accanto al padrone placidi e tranquilli.

Semplicemente perché sono stati abituati ad andare ovunque con il loro compagno umano, e sono stati assuefatti ai rumori e agli stimoli della città.

Ed è molto importante farlo con il cucciolo, abituare un cane adulto a questi stimoli, non è impossibile, richiede però più impegno e pazienza da parte del proprietario (molto dipende anche dalle doti naturali del cane). Uno dei traguardi che ci proponiamo qui al The Dog Island, è proprio quello di permettere ai padroni di portare il cane ovunque, per strada, al bar, al centro commerciale; senza che vada in ansia, senza che salti addosso a tutti o che più in generale “faccia il matto”!!! Ne gioverà il nostro rapporto, la nostra intesa e in definitiva la vita del cane e del padrone.

Tratto da “Vita di branco” di Giovanni Mascena

Cani e aggressività

CRONACHE DAL BRANCO #05
ZUFFE TRA CANI COME E PERCHE?

Tutte le specie animali, cani compresi, hanno dei metodi per ritualizzare lo scontro ed evitare che esso sfoci in un combattimento. In natura la ferita più banale può infettarsi e portare alla morte, quindi l'evoluzione ha portato ad ottenere metodi per misurarsi senza correre rischi.


Per questo nel cane gli scontri tra consimili non devono mai sfociare in lotte violente. La capacità di comunicare, di sottomettersi, di mandare segnali chiari, sono fondamentali.


Un cane equilibrato, è in grado sia di sottomettersi che di esprimere dominanza; un cane molto forte, ad esempio, che però riconosce nell'altro un energia ancora maggiore, può benissimo esprimere sottomissione.


E' veramente debole, invece, quel cane che non sa sottomettersi e che non conosce le regole del branco, non è in grado di rispettare le gerarchie e sarà severamente rimproverato, per questo, dagli altri membri del gruppo.


Quindi in definitiva, i cani, di norma, dovrebbero avere tutti gli strumenti per potersi confrontare e misurare senza rischi. Il pericolo nasce quando un cane non è in grado di rispettare certe dinamiche di branco, e che, costretto a sottomettersi, non conoscendo il significato reale di tale comportamento, subisce un forte stress.


Il problema reale quindi è il cane che frequenta poco gli altri cani e che non è in grado di comunicare, riconoscere certi segnali e rispettare le gerarchie.


Per questo al campo The Dog Island, crediamo che l'educazione base richieda anche momenti di socializzazione, a volte, vengono anche usati cani tutor, i quali sono in grado di correggere comportamenti sbagliati di alcuni soggetti, senza naturalmente fa loro del male.

A volte pensiamo che il soggetto che rimprovera sia il “cattivo” della situazione, e viene spesso allontanato.


Tratto da “Vita di branco” di Giovanni Mascena

Cani e aggressività

CRONACHE DAL BRANCO #04 CANI E BAMBINI

CANI E BAMBINI: istruzioni per l'uso. Già John Locke, il grande filosofo del '600, notò come la presenza di un cane, potesse aiutare lo sviluppo e la crescita di bambini e ragazzi; nel responsabilizzarli e sensibilizzarli.

Noi del The Dog Island sosteniamo questo pensiero, ma riteniamo anche sia necessario educare il bambino a rapportarsi con il cane nel modo più corretto, al fine di preservare entrambi. Spesso, sui social, vediamo bambini che giocano con il cane in modalità del tutto errate: tirano le orecchie, gli tolgono l'osso o il gioco di bocca... O ancora, vediamo, scene commoventi di pitbull che abbracciano neonati. In quel momento, il cane, sta semplicemente facendo possesso sul bambino. Ciò è davvero pericoloso; significa che lo considera alla stregua di un gioco, una ciotola e che potrebbe attaccare la zia o persino il genitore che si avvicinano al bambino (questo perché lo considera una cosa sua).

In alcuni video, si vedono bambini che abbracciano, baciano o fanno dispettini al cane; chi conosce il linguaggio del cane, riesce facilmente a leggere il disagio dell'animale e la sua sofferenza. L'innocenza dei bambini è palese, e anche i genitori non hanno colpe, semplicemente non sanno. Non vogliamo fare terrorismo, è possibile, anzi, è importante che bambino e cane giochino insieme e costruiscano un rapporto.

Bisogna però, anche spiegare ai genitori che i bambini vanno guidati nel loro primo approccio alla cinofilia. I cani necessitano rispetto dei loro spazi, non vanno disturbati mentre dormono, non vanno cavalcati, non bisogna tirare orecchie, peli, zampe. Bisogna sapere che se il cane lecca il bambino, non sta dando bacini, esprime disagio e sottomissione, lo stesso quando si mette pancia all'aria e per tanti altri comportamenti che spesso vengono male interpretati.

Frequentare un buon centro di educazione cinofila, che dedichi spazio alla psicologia canina (non solo all'addestramento), coinvolgendo tutta la famiglia, può essere di grande aiuto; anzi, diciamo che è essenziale al fine di prevenire incidenti. Infine vogliamo ricordare che: educare il bambino al rispetto del cane è importante tanto per il cane quanto per il bambino.

Tratto dal libro “Vita di branco” di Giovanni Mascena

Cani e aggressività

CRONACHE DAL BRANCO #03

IL CANE CHE DISTRUGGE CASA QUANDO LO LASCIO SOLO… come fare?

Immaginate di tornare a casa dal lavoro, e di scoprire che il vostro cane si è rosicchiato tutto il divano oppure si è mangiato il vostro paio di scarpe preferite o ancora il vicino si lamenta perché mentre non c'eravate ha ululato in continuazione.


Siamo di fronte ad un palese caso di ansia da separazione.


Molti cani soffrono a star lontani dal padrone, non tutti e non allo stesso modo. Alcune razze instaurano un forte legame con il proprietario, altre (come i primitivi) sono più indipendenti e anche la tempra bassa può aumentare il disagio provocato dalla solitudine, infine, non tutti educano il cane a rimanere da solo.


Partiamo dal principio: perché la solitudine è spiacevole per il cane?


Semplice: dobbiamo pensare al concetto di branco. Il cane in natura vive in branchi, il suo parente più prossimo, il lupo, vive in gruppo e rimanere soli equivale a morire. A livello di psicologia canina perdere branco può essere un vero e proprio dramma.


Ma è anche vera un'altra cosa, il cane si deve adattare al mio stile di vita, e se io non posso portarlo a lavoro con me, dovrà abituarsi a passare qualche ora da solo.


Lo si fa in maniera graduale, abituandolo fin da cucciolo, prima vado via per qualche minuto, poi aumento i periodi, fino a far passare qualche ora.


Ovviamente è necessaria una buona gestione. Per esempio, non salutare, non coccolare, considerare il cane che è in ansia perché finalmente ci vede dopo un momento di solitudine.

Farlo confermerebbe solo le sue paure e renderebbe noi delle figure di riferimento poco solide.


E' difficile spiegare alle persone che tutte queste coccole fanno male al cane, che non dobbiamo consolarlo; tutto ciò che facciamo lo facciamo per amore del nostro cane. Ma dobbiamo renderci conto che un cane ha esigenze diverse dalle nostre, e che se davvero teniamo a lui dobbiamo imparare a comprenderle e rispettarle.


Ricordate che il cane sente la nostra energia e legge i nostri comportamenti; dimostrandoci forti, sicuri e anche indifferenti di fronte alle loro ansie e paure, potremo trasmettere fiducia e sicurezza!


Parliamo ora di un problema meno conosciuto e più trascurato: l'ansia da ritorno.

I padroni di cani abituati a ritrovarsi la casa a soqquadro al loro ritorno; iniziano ad entrare in un circolo vizioso di ansia che si trasmette al loro cane e che non fa che peggiorare la situazione.


Se entro in casa ansioso, arrabbiato o spaventato, il cane sentirà questa energia negativa; si avvicinerà noi con le orecchie basse, la coda fra le gambe e cercherà di leccarci il viso (non sono bacini, è sottomissione).


“Allora lo sa, cosa ha combinato” pensiamo noi… in realtà il cane sa solo di esser stato male ed essersi sfogato in vostra assenza; poi vede che al vostro rientro invece di ripristinare l'armonia del branco si presenta un nuovo momento di disagio.


La corretta gestione, la comprensione della psiche del cane, ci aiutano a superare questo genere di problemi se siamo disposti a lavorare con impegno e serenità, tutto si risolverà.


Tratto dal libro "Vita di branco" di Giovanni Mascena

Cane buono o cane cattivo

CRONACHE DAL BRANCO #02

Cane buono, cane cattivo

Spesso si decide se un cane è 'buono' o 'cattivo', 'ubbidiente' o 'disobbediente' senza conoscere davvero e profondamente il proprio cane. Per questo al The Dog Island, prima dell'addestramento e degli esercizi, viene la CONOSCENZA del cane e il saper comunicare con lui.

Spesso si rivelano cani eccezionali, animali che i proprietari consideravano disastrati, irrecuperabili, ingestibili. A volte un cane ha semplicemente un alto temperamento; ha bisogno di lavorare, giocare, fare cose, di essere attivo. Insomma è un animale pieno di energie! Si tratta di cani che se messi a lavorare daranno grandi prestazioni; in caso contrario saranno costretti a sfogare le proprie energie in altri modi, di solito non accettabili (distruggere la casa, scavare buche, abbaiare ininterrottamente, per fare qualche esempio).

Ci sono ancora, doti, come aggressività, possessività, combattività, unite ad un forte senso di predazione, che i privati, ancor più se si parla di famiglie con bambini, non ricercano assolutamente. Mentre nel lavoro e nell'agonismo, sono molto desiderate.

Il cane esuberante, incontenibile, che "fa il pazzo" spesso è un ottimo cane!! Il punto sta nel saper canalizzare questa esuberanza, tramite un corretto metodo di addestramento e creando un rapporto speciale cane-padrone. Senza le giuste conoscenze è facile dare un giudizio errato e pensare che un cane eccellente sia invece disordinato, maleducato o addirittura cattivo. In realtà, l'unico problema è che non è canalizzato su un attività che gli permetta di esprimere al massimo le sue doti, senza entrare in conflitto con il proprietario e senza distruggere case e giardini.

Di contro cani definiti buoni, in realtà hanno solo basse doti naturali e non hanno bisogno di esprimerle con la stessa forza dei soggetti di cui sopra. Ciò non significa che un cane di questo tipo non vada lavorato; anzi, dovrò lavorare con pazienza e amore per permettergli di esprimere tutto ciò che è, nel migliore dei modi, senza oberarlo di stress.

È il nostro dovere di capobranco.

Cani e gerarchie

CRONACHE DAL BRANCO #01

L'importanza delle gerarchie

Il cane Canis lupus familiaris, discende dal lupo. Anzi, non è altro che un lupo addomesticato. E proprio come il lupo, è un animale di branco.

Branco significa reciproca coesione, caccia, riproduzione, allevamento della prole, difesa del territorio, gerarchia. In una sola parola, branco significa VITA!

Tra il lupi, troviamo un individuo o una coppia alpha, con maggiori libertà, decidono quando spostarsi, dove andare, gestiscono le risorse; sono i più forti dal punto di vista fisico ma soprattutto dal punto di vista psicologico. Per questo sono in grado di prendere decisioni autonomamente e di guidare il branco, garantendone la sopravvivenza.
Al seguito, troviamo gli individui beta, che aiutano nella caccia e nell'allevamento dei cuccioli e infine, ai gradini più bassi, troviamo cuccioli e anziani.

I cani vivono a stretto contatto con l'uomo e il branco del cane è costituito dalla famiglia in cui vive.
Nel momento in cui adottiamo un cane, ci prendiamo la responsabilità di essere per lui una guida. Senza un leader che provveda a lui, il cane è perduto. Non solo per ciò che riguarda il cibo, ma anche per il fatto di occuparci di lui, giocare insieme, controllare le sue risorse; ci rende per lui un leader. Il suo lupo alpha. Colui che si prende la responsabilità della loro sopravvivenza.

Il nostro cane ha bisogno di una figura di questo tipo, perchè discende dal lupo, ma non dai lupi alpha. I nostri cani sono gregari, e se li mettiamo in condizione di dover compiere scelte per il loro branco, si trovano in condizioni di stress enormi. Per questo, per il benessere del nostro cane, dobbiamo esser coerenti, gestire le risorse, stabilire i momenti di gioco e di riposo e mantenere l'equilibrio.

Tratto dal libro "Vita di branco" di Giovanni Mascena
Cani aggressivi

CRONACHE DAL BRANCO

Cani aggressivi

Oggi, ci riallacciamo all'articolo della scorsa settimana, continuando a parlare di aggressività.
L'aggressività nel cane, vogliamo ricordarlo, è una dote. È utile in molti lavori, permette al cane di difendersi e vogliamo forse dire che la mamma sbaglia a difendere i suoi cuccioli? Certo che no.

Però, un cane aggressivo può diventare pericoloso, dobbiamo saperlo gestire e controllare. Un cane aggressivo, dovrà avere ben chiare le gerarchie, all'interno del suo gruppo di umani e riconoscere il padrone come leader; l'ubbidienza inoltre dovrà essere massima, in modo da non essere pericolosi per gli altri cani o per gli umani.

L'aggressività intraspecifica e interspecifica sono due cose molto diverse, ovvero ci sono cani molto aggressivi con gli altri cani ma buonissimi con le persone, ce ne sono altri che possono arrivare a mordere anche gli umani.

In ogni caso però, il cane, badate bene, non è cattivo: ha semplicemente delle doti, quali aggressività e combattività, molto elevate. È nostra responsabilità tenerle sotto controllo, canalizzarle in attività accettabili (usare il manicotto ad esempio), e farci guidare da personale competente nella corretta gestione e negli esercizi di obbedienza.

RESPONSABILITÀ è la parola d'ordine, dobbiamo essere consapevoli delle caratteristiche del nostro amico, impegnarci nell'addestramento e nella corretta gestione e ricordarci che non esistono scorciatoie efficaci, bisogna investire tempo, energie ed impegno, ma è uno degli investimenti più fruttuosi che possiate fare. Allora potremmo goderci il nostro cane senza aver paura che bisticci con gli altri o morda un passante. E, perchè no, potremmo appassionarci all'utilità e difesa e far diventare il nostro cane un grande campione!